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La produzione della birra:

Ai giorni nostri le fabbriche di birra sono tecnologicamente avanzate, con impianti computerizzati dove domina l’ acciaio inossidabile ed il rame e dove vengono prodotti migliaia di litri di birra al giorno. Non c’è più l’atmosfera e la poesia delle antiche birrerie dei frati trappisti in Belgio, delle Brauereien tedesche, delle Brasserie dei paesi di lingua francese, delle Homebrew della Gran Bretagna o delle piccole birrerie artigianali che sempre più numerose sono nate anche in Italia. Ne è un esempio il Birrificio di Fiemme che stiamo visitando. Tuttavia, il metodo e gli ingredienti usati ancora oggi nelle birrerie moderne, non sono mutati con il passare dei secoli. La descrizione che qui di seguito facciamo del processo produttivo della birra è,perciò, simile in ogni paese. Quello che cambia è il risultato finale che può essere frutto della tradizione, delle abitudini alimentari, del gusto personale, della abilità del mastro birraio e di tanti altri piccoli “dettagli” che contribuiscono a far sì che nel mondo esistano tanti diversi “stili” di birra. Quello qui sotto schematicamente rappresentato è il percorso produttivo dal momento dell’ingresso in birreria del malto d’orzo fino all’imbottigliamento.  

 

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Quello disegnato qui sopra è l’impianto tipo di una birrificio industriale. Un birrificio artigianale ha impianti molto più ridotti e adatti alle minori quantità di birra che vi vengono prodotte. Si tratta, però, solo di dimensioni e di aspetto visivo delle attrezzature. Il procedimento tecnico è quello ormai secolare seguito da tutti i birrifici. Le materie prime sono le stesse (acqua, malto,luppolo, lievito). Può differire la qualità, ma qui si entra nelle scelte aziendali che ciascuno fa per produrre il tipo di birra che intende proporre al popolo dei consumatori. Devo anche aggiungere (e gli intenditori lo sanno) che sul mercato si possono trovare birre che si allontanano da questo mondo standardizzato riguardante le birre chiare, ambrate, scure. Intendo parlare di certe birre artigianali (anch’esse però di lunga tradizione) aromatizzate con la frutta, oppure di certe birre molto alcoliche che nulla hanno da invidiare ad un buon marsala o addirittura ad un buon cognac, oppure, ancora, di birre elaborate con il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia come si fa per ottenere gli champagnes o gli spumanti metodo classico. È un mondo affine, ma diverso, che vale la pena di conoscere e di approfondire.  

La macinazione dei cereali

Il malto d’orzo (o di altri cereali) essiccato e tostato entra in birreria e viene macinato o pestato fino a ridurlo in farina grossolana. La pula viene lasciata perché aiuta il filtraggio. Il malto d'orzo: Da sempre il cereale più usato, ma non l’unico, per ottenere il malto è stato l’orzo. Esistono, perciò, anche birre che vengono ottenute con malto di frumento, di segale, di riso, di mais od altre granaglie. L’orzo è stato preferito agli altri cereali perché aveva ampia diffusione, perché la pianta ha poche esigenze ed è di facile germinazione. Le rese per ettaro sono alte ed i chicchi sono grossi.

L’orzo (Hordeum vulgare) è un cereale erbaceo annuale dal fusto eretto, alto fino ad un metro. I fiori sono riuniti in spighe con piccoli nodi(rachidi) ciascuno dei quali sostiene i fiori (da due a sei) con lunghe setole (ariste), in cui si sviluppano i semi (cariossidi) che sono adatti all’alimentazione umana od animale e possono essere consumati interi o ridotti in farina. L’orzo viene chiamato distico, tetrastico o esastico a seconda che porti due, quattro o sei file di chicchi. I mastri birrai hanno preferito, e preferiscono ancora oggi, usare l’orzo distico perché il chicco è più grosso ed assicura un maggior rendimento in zuccheri. La cariosside ha una struttura formata da più strati:

• il pericarpo e lo spermoderma ricco di proteine e fibre

• l’endosperma (88% del peso totale del chicco) ricco di proteine e di amidi

• il germe da cui nascerà la nuova piantina Le parti più importanti per il “brassaggio” sono l’endosperma in quanto ricco di amido che si trasformerà in zuccheri semplici solubili in acqua ed il germe o embrione che germinerà dando origine alla nuova piantina.

 



 

La legge di purezza:

  Traduzione letterale della Reinheitsgebot, cioe' della legge sulla purezza della birra emanata dal Duca di Baviera Guglielmo IV il giorno 23 aprile del 1516:

COME LA BIRRA DEVE ESSERE PRODOTTA E SERVITA IN ESTATE E INVERNO NELLA REGIONE

"Con questa ordinanza, noi decretiamo e proclamiamo, secondo l' Autorità della nostra provincia, che d'ora in avanti nel Ducato di Baviera, dalla campagna alle città e nei posti di mercato,sia applicata la seguente legge:dal giorno di San Michele (29settembre)al giorno di San Giorgio(23 aprile)il prezzo per un Mass o un Kopf non deve superare un Pfenning e dal giorno di San Giorgio al giorno di San Michele il prezzo per un Mass non deve superare i due Pfenning e quello per un Kopf i tre Heller. La violazione di questo decreto sarà punita così come sotto descritto. Chiunque può produrre birra oltre alla Marzen, ma e' vietato venderla per piu' di un Pfenning per Mass. Inoltre, noi specialmente desideriamo che da questo momento in poi e dovunque, niente deve essere usato od addizionato per produrre birra che non sia orzo, luppolo ed acqua. Chiunque intenzionalmente disubbidisca a questo decreto sarà severamente punito dalla corte che ha giurisprudenza su di lui e gli verranno confiscati i barili di birra. Ogniqualvolta un locandiere acquisti birra al prescritto prezzo da qualche birreria, gli è permesso rivenderla ai contadini per un Heller in più al Mass o al Kopf di quanto menzionato sopra." Quindi, era stato decretato che la birra doveva essere fatta solo con orzo, luppolo ed acqua. A quel tempo la natura dei lieviti era sconosciuta e, quando venne scoperta e capita, si aggiunse il lievito al canone della Reinheitsgebot. Similmente, anche "orzo" venne successivamente sostituito da "malto d'orzo" e (forzatamente) "malto di frumento": spezie e frutta sono categoricamente escluse. La legge sulla purezza ha 'prevalso' in Germania per 476 anni, sino al 1992, anno dell'unificazione economica-commerciale europea, con la quale l'Europa costrinse la Germania ad adeguarsi alle normative comunitarie, che imposero l'import di qualsiasi tipo di birra. Fortunatamente i tedeschi (e di conseguenza le birrerie tedesche) preferiscono la birra prodotta "con la Reinheitsgebot", mantenendo cosi alto il loro livello qualitativo della bionda e spumeggiante bevanda.