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Le materie prime
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Hordeum vulgare:(Orzo)
La specie Hordeum vulgare (orzo comune, orzo coltivato o semplicemente orzo, per antonomasia) è, tra le specie del genere Hordeum, quella economicamente più importante, da cui si ricava l'orzo alimentare. Comprende due sottospecie: Hordeum vulgare tetrasticus ed Hordeum vulgare esasticus; si tratta degli orzi polistici con più di due ranghi di spighette, i tetrastici hanno 6 ranghi di spighette di cui 4 riuniti in coppie e gli orzi esastici hanno 6 ranghi di spighette.
Origini:
L'orzo coltivato deriva dall'orzo selvatico (Hordeum spontaneum), con il quale conserva una grande affinità, tanto che alcuni studiosi li considerano un'unica specie. H. vulgare e H.spontaneum sono interfertili.
La differenza principale consiste nella fragilità delle spighe selvatiche, che permettono la dispersione dei semi per mezzo del vento. La coltivazione dell'orzo cominciò durante il Neolitico nel Vicino Oriente. Le più antiche testimonianze risalgono al 10500 a.C.. Nel 5000 a.C. si era già diffuso fino all'Europa centrale, nonché in Egitto. Intorno al 1000 a.C. aveva raggiunto la Corea.
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Caratteri botanici:
L'orzo è un'erba annuale. La pianta è essenzialmente costituita da un
culmo cilindrico, suddiviso da nodi in numero molto variabile di
internodi cavi. A livello di ogni nodo prende origine una foglia
costituita da guaina (avvolgente il culmo), lamina, ligula ed auricole
caratteristicamente molto sviluppate in questa specie. L'infiorescenza è
una spiga composta, l'unità fiorale è la spighetta formata da glume
sterili che racchiudono al loro interno i fiori protetti da piccole
brattee fertili: lemma (glumetta superiore) e palea (glumetta
inferiore). Nell'Hordeum vulgare la spighetta triflora ha il solo fiore
centrale fertile mentre i laterali rimangono sterili. Caratteristica è
la presenza di lunghe reste. Il frutto è una cariosside con pericarpo
aderente al seme. L'apparato radicale è fascicolato.
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