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* Il T. urartu (diploide con genoma A) esiste esclusivamente in forma selvatica. Benché i genomi di T. monococcum e T. urartu siano molto simili, le due specie sono considerate distinte poiché non danno progenie fertile se interfecondate;

* Il T. turgidum (tetraploide con genomi BA) è il frutto della ibridazione avvenuta tra una specie appartenente alla linea evolutiva dell’Aegilops speltoides e il polline del T. urartu. Il T. turgidum comprende numerose sottospecie di cui le più importanti sono il T. turgidum dicoccoides, la forma selvatica da cui è stato addomesticato;

* Il T. turgidum dicoccum, tuttora coltivato col nome di farro. Da questa sottospecie è stato successivamente derivato il frumento duro (T. turgidum durum);

* Il T. timopheevii (tetraploide con genomi GA), benché molto simile al T. turgidum, è il frutto di un’ibridazione più recente avvenuta tra l’Aegilops speltoides e il polline del T. urartu. Se interfecondate, T. turgidum e T. timopheevii non danno progenie fertile e sono pertanto considerate specie differenti. Al T. timopheevii appartengono due sottospecie: il T. timopheevii armeniacum, forma selvatica dalla quale è stata addomesticata una forma coltivata in alcune regioni del Caucaso, il T. timopheevii timopheevii;

* Il T. aestivum (esaploide con genomi BAD) è derivato dall’ibridazione di una sottospecie coltivata di T. turgidum e il polline di una specie selvatica, l’Aegilops tauschii. Tutte le diverse sottospecie sono coltivate ma la più importante à il frumento tenero;

* Il T. zhukovskyi (esaploide con genomi GAAm ) è derivato dall’ibridazione tra T. timopheevii timopheevii e il polline del T. monococcum. Anche questa specie esiste solo in forma coltivata ed è presente in alcune regioni del Caucaso.  


Malto

Il malto non è altro che la cariosside di un chicco di cereale, più comunemente orzo, che ha subìto una germinazione. La produzione industriale avviene nel maltificio, con questa tecnica: le cariossidi sono fatte macerare in appositi tini, dove assorbono l'acqua e si rigonfiano; quindi vengono tenute per una settimana nelle camere di germinazione, dove spuntano le radichette (piccole radici); poi il malto passa in una camera di essiccazione, dove la germinazione è bloccata (l'umidità scende dal 50% all'8%); il malto secco arriva infine nei silos dove viene lasciato in attesa della lavorazione. La maltitura è un processo essenziale per ottenere una delle materie prime utilizzata per la produzione di bevande alcoliche come birra e whisky, in quanto il malto e non il cereale da cui deriva può essere fermentato dai lieviti e trasformato in alcool. 

Humulus lupulus(Luppolo)

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Il luppolo (Humulus lupulus, L. 1753) è una pianta a fiore (Angiosperma) appartenente, come la canapa (Cannabis Sp.), alla famiglia delle Cannabaceae; ordine delle Urticali. 

Morfologia:

Pianta perenne, con rizoma ramificato dal quale si estendono esili fusti rampicanti che possono raggiungere i 7 metri d'altezza. Le foglie sono cuoriformi, picciolate, opposte, munite di 3-5 lobi seghettati. La parte superiore si presenta ruvida al tatto, la parte inferiore è invece resinosa. Essendo una specie dioica, i fiori, unisessuali e di colore verdognolo, sono presenti su individui separati. I fiori maschili (o staminiferi) sono riuniti in pannocchie pendule e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami; i fiori femminili (o pistilliferi) presentano un cono membranoso che circonda un ovario munito di 2 lunghi stimmi pelosi. Si trovano raggruppati alle ascelle di brattee fogliacee, costituendo un'infiorescenza dalla caratteristica ed inconfondibile forma a cono. La fioritura avviene in estate. L'impollinazione è anemofila (trasporto per mezzo del vento) e in settembre-ottobre, con la maturazione dei semi, le brattee assumono una consistenza cartacea che aumenta la dimensione del cono. I frutti sono degli acheni di colore grigio-cenere. Le infiorescenze femminili sono ricche di ghiandole resinose secernenti una sostanza giallastra e dal sapore amaro, composta da α-acidi (luppolina, umulone e lupulone), e da polifenoli (es. flobafeni, xantumolo) e numerosi oli essenziali, che vengono utilizzati per aromatizzare e conferire alla birra il suo gusto caratteristico.