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Ghisa:
D’aspetto si presenta subito agguerrita: color tonaca di frate con riflessi d’ebano e schiuma densa color cappuccino.
Olfatto caratterizzato dal tostato (fondi di caffè) e dall’affumicato (scamorza più che speck).
Il gusto, superato lo ‘shock’ dell’affumicato, si porta verso una liquirizia ‘fusa’ molto decisa che tuttavia lascia a volte affiorare una piacevole prugna secca ‘cotta’.
Retrogusto che rivela in successione una grande varietà di frutta secca: carruba, noce, nocciola e cassia in canna. Un gradevole amarognolo si posiziona nell’estrema parte finale della lingua e punteggia i continui ritorni della frutta secca.
Brighella:
Aspetto di un bel colore dorato carico, tendente all’arancio con riflessi leggermente ambrati con schiuma molto bella, pannosa, compatta, caratterizzata da bolle molto piccole e una conseguente ottima aderenza alle pareti del bicchiere (non ancora perfettamente completata al momento della degustazione ma presumibilmente pronta per la presentazione del 6 dicembre).
Olfatto a primo naso dominato da un piacevolissimo aroma di miele millefiori poi in lenta successione fiori freschi primaverili, netto sentore di malto dolce e una fantastica pesca sciroppata che rimane ben presente durante tutta la lunghissima persistenza retrolfattiva.
Il gusto istantaneo e prorompente fruttato di albicocca sciroppata, ananas sciroppato e agrumi che viene continuamente contrappuntato da decise, ma mai invadenti, note di miele d’acacia e millefiori poi, con l’aumento della temperatura e lo scontato avvento dell’etilico, inizia una rapida successione di delicati sapori correlati ad una grande varietà di frutta secca con una stupenda nocciola tostata che diviene ben presto la dominatrice assoluta.
Retrogusto amarognolo molto contenuto che raggiunge la sua punta massima per pochi secondi nell’estrema zona arretrata della lingua prima di essere invasi dal dolce avvolgente del ricco, caldo e vario fruttato che continuamente ci arriva dalla parte anteriore.
Domm:
Aspetto di netta opalescenza e di colore atipico, più arancianto di una Weizen canonica.
Olfatto caratterizzato da banana matura (isoamilacetato) netto ma mai aggressivo ed invadente e di medicinale e chiodo di garofano (fenolico) di media intensità. Sentori di lievito fresco e opportuno ‘breadcrust’ (crosta di pane) e atipico aroma di luppolo aromatico ‘fresco’ fortemente percettibile nell parte alta delle cavità nasali.
Il gusto di banana lieve percettibile sulle papille fungiformi ma ben presto attaccata da un citrico netto ma mai troppo prevaricante che lascia poi posto ad una buona convivenza tra il fruttato (frutta sciroppata) e un ‘dry’ poco canonico ma, a mio avviso, molto opportuno. Presenti nette note di agrumato, direi arancia amara, ma trovo presenti anche lievi sentori di cedro.
Il retrogusto si rivela erbaceo e con note amaricanti che tuttavia si presupponevano più marcate in fase di analisi olfattiva.
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