Abbazia di Bonne-Espérance
L'abbazia di Bonne-Espérance, è situata nel comune di Estinnes, a Vellereille-les-Brayeux in Belgio. Fondata nel 1130, era destinata inizialmente per ospitare una comunità canonica premostratense, Bonne-Espérance è la sola abbazia della Provincia dell'Hainaut, i cui edifici sono sopravvissuti alle sommosse ed alle distruzioni della Rivoluzione francese. Quest'insieme architetturale è stato classificato ed iscritto nell'elenco del « patrimonio eccezionale di Vallonia», riparato il 4 maggio 1830, è un istituto di insegnamento elementare e secondario.
Storia
La principale fonte che permette di illustrare parzialmente la storia dell'abbazia è il lavoro di Englebert Maghe (42° abate di Bonne-Espérance), intitolato Chronicum Ecclesiae Beatae Mariae Virginis Bonae Spei ou, o più semplicemente, Chroniques de Bonne-Espérance (1704). Prima della pubblicazione di questo lavoro stampato, Maghe ha dovuto classificare, raccogliere e compilare tutti i documenti dell'abbazia in una raccolta, catalogata in diciotto volumi, attualmente conservato con cura.
Origini
Tutto inizia con certo Raynard, signore di Croix-lez-Rouveroy. Suo figlio Guillaume, è sedotto da alcune idee di Tanchelin (o Tanchelme), che era un eretico, chi imperversava nella regione di Anversa. Tuttavia, il fondatore dell'Ordine dei Canonici Regolari Premostratensi, Norberto di Xanten, riuscì a convertire Guillaume de Croix alla fede cattolica. In segno di riconoscimento, Raynard offre allora alla comunità dell'abbazia di Prémontré, una parte delle sue terre situate a Ramegnies, una località vicina a Merbes-Sainte-Marie e Peissant.
Mentre Guillaume segue Norbert all'abbazia di Prémontré, altri religiosi dello stesso ordine si stabiliscono a Ramegnies nel 1126, per fondare un nuovo monastero. Sono conadati da un certo Odon, inizialmente Canonico a Laon, quindi a Cuissy-et-Geny, divenendo in seguito abate di Bonne-Espérance. La Comunità non resta a lungo a Ramegnies e decide di stabilirsi più tardi a Sart-Richevin, sul territorio di Vellereille-les-Brayeux. Nel 1128, la fondazione si stabilisce nell'abbazia l'anno successivo, Odon viene nominato primo abate della comunità religiosa. Infine, nel 1130 viene fatto un secondo trasloco, condotto da Odon con i suoi canonici attuali, sopra la valle di Haine. Molto probabilmente, questi due traslochi sono stati fatti per una mancanza d'acqua potabile ed un'instabilità del terreno.
L'origine del nome Bonne-Espérance sono un po' oscure. Questo nome appare per la prima volta nel 1131 in una carta di Liéthard o Liétard, allora vescovo di Cambrai. Secondo una prima ipotesi, i canonici, felici di avere infine trovato un posto definitivo per stabilire la loro comunità, avrebbero battezzato la loro casa Bona Spes, traduzione latina di buona speranza. La leggenda dice anche che scoprendo l'unità, Odon esclamò « Bonæ spei fecisti filios tuos », dal latino, significa, « hai ispirato ai tuoi figli la buona speranza ». La seconda ipotesi raccomanda che un culto a Notre-Dame de Bonne-Espérance esisteva già al momento della fondazione dell'abbazia.
Sviluppo economico
Il XII secolo e il XIII secolo rappresentano un periodo importante per lo sviluppo economico dell'abbazia, in due secoli circa, la Comunità acquisisce molte migliaia di ettari di terre disperse qua e là tra la contea di Hainaut, il Ducato del Brabante e la Provincia di Namur. Alla fine del Ancien régime (è un termine che indica il sistema di governo vigente in Francia tra il XVI e il XVIII secolo), si contano circa 4.700 ettari di terre, ciò che fa di Bonne-Espérance un'importante potenza fondiaria.
Già nel 1130, i canonici di Bonne-Espérance non partono dal nulla, infatti Raynard offre alcuni dei suoi terreni all'abbazia, seguito da altri cristiani generosi. I terreni in questione sono rapidamente mantenuti dai fratelli laici, chi esercitano soprattutto un'attività manuale e normalmente non sono destinati a sacerdozio. Quest'ultimi vivono in piccoli più vicini ai terreni diretti. La situazione economica della Comunità resta stabile fino al XVI secolo. Tuttavia, fin dal XIV secolo, andava calando il numero di fratelli convertiti, così i canonici devono fare appello ai domestici. Il declino progressivo di questa prosperità dell'abbazia li porta anche a congedare quasi tutta la gente assunta per lavorare.
Filippo di Harveng
Un personaggio chiave, che partecipa sostanzialmente alla prosperità
economica della Comunità, è il fratello Filippo di Harveng (inizio XII
secolo-1183), priore di Bonne-Espérance nel 1130-1131. Verso il 1147,
litiga con il famoso monaco Bernardo di Chiaravalle sul trasferimento
di un religioso di Bonne-Espérance verso l'Abbazia di Clairvaux.
Quest'incidente conduce i superiori di Filippo a condannarlo all'esilio
nel 1148. Ma, tre anni più tardi, ritornano sulla loro decisione e
finiscono per scagionarlo. Nel 1152, Filippo di Harveng può dunque
ritornare al monastero, di cui diventa il secondo Prelato dal 1157 al
1182.
Accanto alla gestione quotidiana di Bonne-Espérance, Filippo di Harveng
è un grande intellettuale. Gli attribuiscono molte lettere a carattere
teologico o più personali, come l'opera Exégèse (è uno studio
approfondito e critico di qualsiasi documento), come ad esempio un
opuscolo su Damnation de Salomon (Dannazione di Salomone), o la
Agiografia scritta in prosa e fatta in rima ed anche commenti su il
Cantico dei cantici. Alcune queste opere offrono informazioni utili
alla comprensione della vita religiosa durante XII secolo, in
particolare all'Ordine dei Canonici Regolari Premostratensi. Infine,
gli hanno attribuito molto spesso degli errori in alcune poesi
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