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Di Stefano Gasparini & Adriano Munarini

Antiche birrerie Italiane

A Piovene Rocchette (VI) nascono le birrerie:
 
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Acquistata la proprietà detta “Ospizio dei GeroliminiPietro Rossi nel 1868 inizia ingenti lavori di costruzione e sistemazione dei locali che verranno adibiti a birreria.

Pietro Rossi vuole recuperare una vena d’acqua presente in questo luogo e parallelamente si rivolge presso la burocrazia e agli enti preposti alla riscossione del dazio, che imponeva la tassa sul macinato.

Ci vorranno infatti bensì tre anni di lavori e di mediazioni con gli enti preposti e le guardie Daziali, alla fine in un ampio contesto di spazi troveranno la caldaia, i forni per la torrefazione del orzo, le vasche di macerazione il deposito del legname, i granai e le stanze ad uso vita per il mastro birraio e per il suo aiutante addetto ai forni.

Nel medesimo contesto trovano posto le cantine per la fermentazione e la maturazione, nelle grotte naturali del luogo andrà stipata la birra.

L’inaugurazione ha luogo nei primi giorni del 1869 e il 14 gennaio dello stesso anno avviene la prima cotta detta “la grande bevanda”, essa verrà maturata in sei botti da deposito e venti botticelle più piccole da trasporto tutte marchiate R.P. 

Per la macinatura ci si avvale del molino di Giacomo del Molo sito presso il comune di Cogollo del Cengio, la macinatura veniva effettuata sotto sa supervisione del titolare il mastro birraio Enrico Baldassarini per garantire l’ottima qualità di produzione.

La birra prodotta è una scura, speziata ad alta gradazione invitando quindi la popolazione a mescere una tazza di “grigio liquor spumante” Tutta la produzione viene conteggiata e comunicata alla giunta comunale, ma i vari enti preposti tra cui la Regia prefettura di Vicenza, l’intendenza di finanza, e la dogana di San Pietro Valdastico assillano il Rossi con regole a volte discordanti.

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Il comune stesso viene accusato con atto ufficiale di “aver giocato un contratto di sorte”.

Pietro Rossi comunicherà per altre sette volte la produzione delle cotte, arrivando pure a dare in ipoteca al comune la sua fabbrica come garanzia del pagamento del dazio dovuto.

Fra le alterne vicende il 14 aprile del 1879 tutte le proprietà inerenti la birreria vengono messe all’asta e acquistate dal Sig. Isidoro Gotz.