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L’abbazia di Saint-Sixtus a Westvleteren produce le apprezzate birre
Westveleteren mentre proprio in Vallonia, troviamo L’Abbaye De
Notre-Dame de Scourmont che produce la birra Chimay.
Poi ci sono
l’Abbaye Notre-Dame de Saint-Remy, situata a Rochefort, e l’Abbaye
Notre-Dame d’Orval che è l’abbazia trappista con la storia più
affascinante e probabilmente con una delle birre più interessanti del
luogo.
Le birre della tradizione trappista le potemmo definire anche da meditazione, spesso sono di gradazione alcolica elevata, con schiuma abbondante e calde tonalità ambrate più o meno intense. Vanno degustate sorseggiandole con calma nel classico Balloon, la cui forma valorizza al massimo gli aromi della preziosa bevanda in esso contenuta. In Vallonia possiamo berle seduti sulle classiche panche di una Brasserie o al banco di degustazione di uno degli svariati laboratori artigianali sparsi un po’ ovunque nel Paese.
Ma come possiamo riconoscere una birra trappista?
Per informare il consumatore sull’origine e sull’autenticità dei prodotti trappisti e per identificarli nacquero così: l’Associazione Internazionale Trappista (AIT) e il logo Authentic Trappist Product, l’Associazione ha sede sociale a Vleteren (Belgio) e promuove i valori più profondi delle attività economiche dei monasteri e vigila sul rispetto del Disciplinare che regola la produzione negli stessi che è assai intransigente. Chi sbaglia viene tagliato fuori.
Esempio "lampante": nel 1999, la Trappe di Koningshoeven (unica trappista olandese) strinse un accordo commerciale con un grosso gruppo industriale della birra (Bavaria).
Immediatamente fu revocata l’autorizzazione all’utilizzo del logo. Poi, nel 2005, la Trappe tornò “sulla retta via” e le loro etichette si fregiarono di nuovo dell’esagono trappista. Nel prossimo articolo analizzeremo in dettaglio la produzione che si effettua in ognuna di queste abbazie.
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