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Un po' di sproloqui su Birra Del Borgo

Scritto da Chiara Andreola
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BDBbirraCome di consueto quando arrivano notizie grosse di cui non ho l'esclusiva io, piuttosto che ripetere meccanicamente cose scritte da altri che comunque chiunque altro a quel punto avrà già letto preferisco starmene buonina: e infatti così ho fatto ieri, quando i birrofili sul web si sono infervorati alla notizia della cessione totale di Birra del Borgo al colosso multinazionale Ab Inbev - quella a cui fanno capo nomi come Beck's, Budweiser e Stella Artois, per intenderci, e che poco tempo fa aveva dovuto "lasciare" la Peroni alla giapponese Asahi per questioni di antitrust.

Insomma, ciò che da tempo si paventava è avvenuto: anche in Italia i grandi gruppi fanno "shopping" di birrifici artigianali, come già accaduto all'estero.

Innanzitutto, c'è da dire che Leonardo Di Vincenzo avrà - ovviamente - fatto i suoi conti nel prendere una decisione che immagino non facile: così come - specie negli Usa - per una startup il più grande successo è considerato il fatto di vendere alle migliori condizioni possibili ad un'azienda più grande, così - cito il comunicato di Birra del Borgo riportato da Cronache di Birra - "La collaborazione darà a Birra del Borgo, uno dei più grandi produttori di birra artigianale in Italia, un’occasione unica per avviare gli investimenti necessari a favorirne lo sviluppo pur continuando a gestire autonomamente la propria attività e a definire le linee di crescita del brand. AB InBev fornirà il supporto necessario per consentire a Birra del Borgo di ampliare il suo know how e le infrastrutture, di continuare a innovare e creare nuove produzioni. Il fondatore, Leonardo Di Vincenzo continuerà a guidare Birra del Borgo come Amministratore Delegato della società". E fin qui, tutto chiaro: sono soldi freschi che entrano, che male non fanno, ed è pure garantita la continuità operativa (almeno sulla carta). Del resto, non ho potuto non sorridere alle parole di Diego Vitucci del Luppolo Station e Luppolo 12 che, commentando le polemiche relative alla questione, ha scritto: "A parlare sono buoni tutti... Poi i conti si faranno quando toccherà a ognuno di noi prendere delle decisioni del genere. [...] Se Borgo ha venduto a una multinazionale ,a quanto pare, per 30/50 milioni di euro... La cosa veramente interessante sono sti numeri, Non le scelte che hanno fatto loro, quelli non sono proprio cazzi nostri" (e pardon per il francesismo).

Non sono un'analista finanziaria né un'esperta di mercati: in quanto giornalista tendenzialmente faccio domande, per cui è più che altro questo che mi sono fatta. La prima riguarda gli sviluppi futuri in quanto al posizionamento di mercato. Alcuni publican, con in testa Manuele Colonna del Ma che siete venuti a fa' - più il già citato Diego Vitucci, ma anche Michele Galati del The Dome in passato si è già espresso sulla stessa linea di pensiero - hanno annunciato che non terranno più Birra del Borgo nei loro locali, coerentemente con la loro filosofia di lavoro che prevede di commercializzare solo i prodotti di birrifici indipendenti (e l'indipendenza è del resto sottolineata anche nella proposta di legge sui birrifici artigianali all'esame del Parlamento). Difficile credere che questi locali, con una simile scelta, si stiano - e perdonatemi il secondo francesismo - tagliando i gioiellini per fare dispetto alla moglie: la reputazione del "Macche" e degli altri pub di quel calibro non è certo costruita su un singolo marchio, ma sulla qualità complessiva dell'offerta e del servizio, per cui non perderanno clienti semplicemente perché non servono più Birra del Borgo. "Ho appena parlato con Jean Hummler del Moeder Lambic e siamo d'accordo nel rispondere in maniera unita tra locali europei nel rispondere no alla imminente corsa all'acquisizione che dopo gli Stati Uniti si abbatterà presto su di noi, siamo pronti a iniziative il prima possibile che ci vedranno uniti con birrai e publican europei, piccoli e non. Fateci rimanere liberi di scegliere, come lo dovrete essere voi", ha scritto Manuele. Anche Cantillon ha annunciato di aver cancellato la partecipazione di Birra del Borgo al prossimo Cantillon Quintessence. Allo stesso modo, locali che ancora la tengono potrebbero vedere frequentatori affezionati ma "puristi" dirigersi su altre birre, e "calibrare" i loro ordini di conseguenza. Fin qui, quindi, la cosa si risolverebbe a svantaggio di Birra del Borgo, ma è solo la prima parte della questione.

La seconda domanda, infatti, è l'altra faccia della medaglia della prima. E riguarda uno dei grandi campi su cui si gioca il testa a testa tra birrifici artigianali e quelli industriali, ossia quello della distribuzione. Indubbiamente Ab Inbev aprirà a Birra del Borgo canali distributivi prima impensati, soprattutto a livello internazionale - arena su cui sono ancora pochi i birrifici artigianali italiani ad essersi mossi in maniera rilevante. E posso immaginare che Ab Inbev non avrà l'intenzione di "soffocare" Birra del Borgo, che del resto non è propriamente un concorrente diretto non muovendosi esattamente sullo stesso segmento di mercato, ma piuttosto di "usarla" per entrare anche in quel segmento di mercato lì - e l'ingresso degli industriali nella stessa nicchia di mercato delle artigianali per fare i propri interessi a scapito dei birrifici indipendenti, ora sì diventati in tutto e per tutto concorrenti diretti, è appunto una delle cose più avversate. Che conseguenze avrà questo per birra del Borgo? La produzione rimarrà allo stesso livello qualitativo, anche a fronte di di esigenze maggiori in termini quantitativi e magari diverse in quanto a gusti, posti i più vasti canali distributivi, come Leonardo di Vincenzo assicura in un'intervista a Fermento Birra? E posto che - come tutti ci auguriamo - lo rimanga, assisteremo ad una battaglia impari tra gli altri birrifici italiani e Birra del Borgo, che disporrà di risorse molto più ampie in termini economici, di mezzi, e di know how? Domande che mi faccio al di là delle questioni ideologiche. Sperando che la ReAle rimanga sempre la ReAle.

Leggi il comunicato stampa ufficiale di Birra del Borgo

Lo staff del portale Nonsolobirra.net, ringrazia Chiara Andreola

per la disponibilità e la collaborazione.

http:// chiaraandreola.blogspot.it/  

 

 

Commenti   

0 # Stefano 2016-04-23 14:51
Toto scommesse..... chi sarà il prossimo?

Forse un birrificio del nord-ovest?
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0 # Andrea 2016-04-23 15:11
Ma... spero di no, ma dopo questa incredibile notizia temo che qualche altro birrificio si faccia tentare dall'offerta di qualche altra multinazionale!!!
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0 # Loris P 2016-04-23 15:28
Secondo me ha fatto bene, certamente avrà fatto i suoi conti, resta il fatto però che non sarà più possibile accostarsi al mondo Craft Italiano per Birra del Borgo, sarà la scelta giusta?
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0 # Stefano 2016-04-23 15:29
Scelta giusta o no, per me in Italia abbiamo perso un grande birraio e un ottimo birrificio che produceva eccezionali birre!!!
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0 # Marco S 2016-04-23 16:05
Personalmente questa questione non mi tocca, non ho mai trattato birre del Borgo, e mai non le tratterò nel mio locale.
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0 # LorisM 2016-04-24 13:16
Il tutto mi ricorda anni fa quando nn esistevano centri commerciali ma bellissime botteghe anche a conduzione familiare, sembrava che tutti i piccoli negozi dovessero capitolare di fronte ai grandi colossi... qualcuno di quei piccoli è rimasto e devo dire quel qualcuno se è rimasto lo deve alla passione e ai prodotti di alta qualità incomparabili a tutto il resto. In poche parole è una questione di priorità, dipende tutto da una cosa, si vuol dare la priorità alla passione per la birra artigianale o ai soldi? I soldi non me li son mai bevuti, è anche vero che con tanti soldi posso bere tante birre, ma scusate s'è poco, io preferisco ancora bere una buona artigianale fatta bene che una industriale si può solo sognare. Ps: non è facile portare avanti un sogno al mondo d'oggi.
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+1 # MICHELE GALATI 2016-05-03 16:11
Buongiorno Chiara
sono Michele del The Dome
saresti così gentile da ricordarmi in quale occasione io avrei detto di non volere più distribuire le birre di BDB all’interno dei miei locali?
Leonardo è un amico, ci conosciamo dall’inizio della sua avventura, abbiamo dato visibilità ai suoi prodotti da subito, perchè valevano il tempo che gli dedicavamo, ci siamo allontanati commercialmente, in seguito alle sue scelte distributive per poi riavvicinarci quando queste non sono più state il motivo della separazione, ed ora??
Resta una mia/nostra decisione se continuare o meno il rapporto di lavoro…
non voglio entrare nel merito delle scelte di Leonardo, chi sono io per giudicarle…
anzi, gli auguro tutto quello che desidera per il suo futuro…
saluti
M. Galati
p.s. naturalmente attendo con impazienza una tua risposta alla mia domanda…
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0 # Chiara 2016-05-03 18:25
Ciao Michele, in effetti credo di essermi spiegata male io: il mio riferimento era a quando, in occasione del corso a Trieste, avevi raccontato di come The Dome aveva, sin dagli inizi, avuto come filosofia la distribuzione di birre di birrifici indipendenti; pertanto era a quello che si riferiva il "si era espresso in questo senso", non a BdB nello specifico. Con questo non volevo assolutamente implicare che avreste preso la stessa decisione di chi non la tiene più, dato che è, come dici tu, una scelta vostra. Perdonami se mi sono espressa male, naturalmente sono disponibile a correggere o togliere quella frase; e grazie per avermi, con il tuo commento, fatto capire che poteva essere intesa male. Grazie, buona serata!
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0 # MICHELE GALATI 2016-05-04 19:43
Buongiorno Chiara
infatti in quel contesto era corretto e corrisponde al nostro pensiero, ma nell'articolo si legge come una mia dichiarazione rilasciata a seguito della vendita di Leonardo...

"Alcuni publican, con in testa Manuele Colonna del Ma che siete venuti a fa' - più il già citato Diego Vitucci, ma anche Michele Galati del The Dome in passato si è già espresso sulla stessa linea di pensiero - hanno annunciato che non terranno più Birra del Borgo nei loro locali,"

comunque abbiamo chiarito il mio pensiero, poi se riesci a correggere l'articolo ti sarei grato...
a presto
un abbraccio
Michele
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0 # Chiara 2016-05-05 09:43
Bene, ho piacere che ci siamo chiariti, correggo. Buona giornata!
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