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BeerEart Fest - il mio resoconto

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primi sui motori con e-max

Sono di nuovo in viaggio, mi sto recando all'Arsenale di Verona per partecipare al BEEREART 2017, al mio arrivo la cosa che subito mi salta all'occhio sono i 10€ d’ingresso, questa volta però almeno giustificati dalla consegna del classico bicchiere con tracolla e due gettoni consumazione del calore di circa 7€, quindi ci può stare.

Alla rassegna partecipano oltre ai truck food che occupano l’intera area esterna 27 stand dedicati alla somministrazione della birra, tra qui i già noti MASTROMATTO, TERRE D’ACQUAVIVA, AMIATA, CROCE DI MALTO, BREW GRUFF, OFELIA, I TRI BAGAI, ERETICA, ALEGHE, ELAV, ATEO, LEGNONE, ARGO, BENACO70, 100VENTI, MASTINO e LEVANTE, è proprio da quest’ultimo che vi voglio iniziare a raccontare il mio pomeriggio degustativo presso il BEEREART, prima però voglio citare tutti i presenti tra cui BIRRA ABBAZIA DI MORIMONDO, PROSIT, BREW FARMER, ALTA FERMENTAZIONE, CHARLOTTE BEER, AMALU, WAR e MILLECENTO.

Allo stand debirra levante beereartl birrificio BIRRA LEVANTE trovo MARTINA che mi fa una carrellata sull'offerta in spina proposta per l’occasione, dove è possibile assaggiare DAMA BIANCA (blanche), RE MIDA (golden ale), CARA B (amber ale), ma la mia attenzione viene catturata dalla VIEN DI NOTTE (per l’occasione in bottiglia) una smoked porter di 6,8%vol dove al naso ritrovo in prevalenza sentori affumicati, torbati, cuoio e pelle, in bocca non delude, anzi apre con note affumicate completate da sentori torbati, cuoio e pelle, il sentore alcolico e ben nascosto lasciando cosi esprimere i sapori che questa smoked offre, la chiusura e abbastanza secca dove ritrovo note affumicate e torbate, nel complesso anche se è una birra impegnativa si lascia degustare con buona facilità.

Passaggio da ARGO, dove VERONICA e STEFANO mi fanno assaggiare la HOPPY WAN KENOBI apostrofata galatic ipa, birra notevole al naso sentori agrumati e fruttati in bocca crosta di pane, caramello agrumi e frutta per chiudere poi con una intensa ma non invadente amaricatura con tendenza agrumata, nel complesso birra ben bilanciata, armonica, fresca di ottima beva.

Sono ora allo stand di BIRRA 100VENTI dove trovo OLIVIERO che mi fa assaggiare BIANCHINA una american wheat atipica, visto l’utilizzo di un lievito non specifico, al naso note tropicali e speziate, in bocca una leggerissima acidità lascia spazio a un esplosivo bouquet di sapori che vanno dal mando alla pesca, cocco bilanciate da note maltate e di cereale (frumento e avena), aprendo ad un finale fresco con un amaricatura leggera a prevalenza tropicale, UNDERDOG e il prossimo assaggio, una birra chiara fatta per essere degustata, al naso note mielose ed erbacee, in bocca note maltate completate da sentori di agrumi e frutta, chiusura semplice con leggera amaricatura, nel complesso due buone birre ben realizzate che soddisfano quanto loro richiesto.

Prossimo stand visitato e il piemontese ALEGHE dove MARCO mi fa degustare LA PILS e la DOPPIO, rispettivamente una pils classica con note di cereale, secca con un ottima amaricatura finale che la equilibra, per passare poi alla bock anch'essa in perfetto stile con note maltate e mielate bilanciate da una chiusura con una leggera amaricatura.

Sono allo stand di LUISA (Abbazia di Morimondo), dove per l’occasione trovo in spina le birre del birrificio BEAUTIFUL REBELS, il mio assaggio si focalizza sulla più particolare, STRONG ALE MYRTLE, birra prodotta con mirto sardo, al naso sentori fruttati, in bocca scorre bene anche se il tenore alcolico dovrebbe essere impegnativo (9%vol) si lascia bere con estrema facilità, la carbonatazione è abbastanza spinta, corpo snello, fresco a tendenza fruttata, finale leggermente amaricato.

Prossima tappa, birrificio AMALU dove LUCIANO mi fa degustare SMOKY, birra dal colore rosso rubino, al naso un lieve sentore affumicato mentre in bocca a mio avviso manca di “aggressività”, il sentore affumicato e torbato che mi aspetterei e molto lieve, quasi impercettibile, nel complesso la base c’è ma manca di concretezza e bilanciamento.

Ultimo stand visitato e il giovane birrificio gestito da ALBERTO ZAVATTARO, BREW FARMER dove degusto la WEAST COAST IPA brassata con luppolo enigma, al naso note fruttate mentre in bocca apre con sentori di caramello e crosta di pane, per poi chiudere con un finale con una buona amaricatura a tendenza agrumata tropicale, nel complesso birra fresca con buona facilità di beva.

In chiusura ringrazio tutti i birrifici presenti e gli organizzatori del festival che nel complesso mi è sembrato cresciuto rispetto alle passate edizioni, forse l’unica pecca e quella di non essere stato informato tramite mail, telefono, social.... delle date dell’evento, del elenco degli espositori, ma come spesso ormai capita di essermi accorto solo tramite social di tutto ciò.