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Pordenone Beer Show.. il mio resoconto

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YalcksÈ terminata da pochi giorni questa prima edizione della fiera della birra artigianale a Pordenone “Pordenone Beer Show” che nei due week end ha visto presenti trentaquattro birrifici artigianali, distributori, gastronomie e stand legati al collezionismo birraio e altri prodotti.

Il week end che mi ha visto presente e stato il secondo dove ho potuto degustare e conoscere i prodotti di alcuni nuovi “a me” birrifici, partiamo dal primo birrificio visitato, trattasi del marchigiano YALKYS dove conosco MASSIMO e FABRIZIO FABBRI, che mi presentano e mi fanno assaggiare la linea proposta per l’occasione; partiamo dalla KAPPADUEO birra ispirata allo stile kolsh dal colore giallo dorato dove al naso avverto sentori di malto, frutta e un leggero erbaceo, in bocca ingresso maltato dove avverto note di miele, corpo scorrevole e finale secco con una leggera amaricatura a bilanciale, secondo assaggio SESTOSENSO un American Pale Ale dal naso tipicamente americano (agrume, frutta, resina), in bocca note calde di caramello, crosta di pane, corpo medio e finale abbastanza secco dove esce un importate ma non invadente amaro che mi pulisce la bocca, SOULWHEAT e la terza proposta, trattasi di un american wheat fresca ed elegante, dove al naso si esprime regalandomi note di frutta matura, agrumi, e una leggera speziatura, in bocca l’ingresso maltato che lascia spazio a note di frutta, agrumi e un leggero speziato, chiusura secca con sentori erbacei, ultimo assaggio KITE, session ipa profumata ( pesca, frutta tropicale, pompelmo rosa ), in bocca apre con note di caramello, crosta di pane, il corpo medio, finale secco con una leggera amaricatura, nel complesso quattro birre ben realizzate, orientate a mio avviso a una “facile” beva, sena però essere banali.

Passaggio allo stand del birrificio BIRRA DI NAON dove ritrovo PAOLO COSTALONGA che mi fa assaggiare la BLECS, una american brown ale che vede l’utilizzo del Grano Saraceno Friulano, il luppolo e anch’esso di origini friulane, al naso note di tostato e spezie, in bocca apre dolce con note di torrefatto che chiudono in un finale dove a prevalere sono sentori di agrumi e spezie.

Il Maglio pordenoneIl prossimo birrificio che ho visitato e IL MAGLIO dove ritrovo ANNA che mi fa assaggiare SUMMER, SAISON e la BEST BITTER, partiamo dalla summer; naso esplosivo, frutta, fiori e agrumi, in bocca fresca ed equilibrata, dove i malti vengono bilanciati da un amaricatura finale gradevole che pulisce la bocca e invita al secondo sorso, prossimo assaggio; best bitter, al naso trovo agrumi, in bocca apre con note di malto che lasciano spazio a un leggero amaro finale, in questo caso a mio parere lavorerei più sui malti e accantonerei l’utilizzo di luppolo americano, ultimo assaggio saison; al naso note di banana, e un leggero sentore pepato, in bocca apre con note maltate, leggermente acidula, regalandomi leggere note fruttate, il corpo risulta medio, mentre nel finale ritornano le note pepate che avevo precedentemente avvertito al naso. 

Chianti brewCHIANTI BREW FIGHTERS, non è un nome nuovo a me, ma il ricordo delle ottime birre assaggiate prima mi ha fatto tornare da loro, li trovo MARCO, STEFANO e GIULIO che mi presentano l’ultima nata: LA VERGINE “non chiedetemi altro...”, trattasi di una Wit classica, dove al naso avverto note di spezie e agrumi ( buccia d’arancia e coriandolo ), in bocca leggermente acidula dove il cereale accompagna una beva “facile” e fresca, per chiudere con una leggera nota di luppolo che bilancia il tutto, prossimo assaggio; LA VILLANA una golden ale che al naso regala note agrumate e pepate corpo medio finale secco e fresco, passiamo alla SERPE una California common che al naso regala note maltate e sentori erbacei, mentre in bocca avverto una leggera nota tostata che va in chiusura con una lieve amaricatura, LA SELVA e la prossima birra di qui vi voglio parlare, classica stout dalle note di caffè, liquirizia, cioccolato, avvertite sia al naso che in bocca, finale leggermente acidulo con un amato tostato lieve, ultimo assaggio LA BESTEMMIA una strong ale dal carattere importante, al naso note calde e dolci, in bocca attacca con note di frutta passita, spezie che lasciano spazio a mio avviso a toni caldi dovuti al grado alcolico importate di questa birra (7,7%vol), la chiusura risulta ancora alcolica con u leggero amaro che la tende a bilanciare.


DICIOTTO ZEROUNO, dove trovo MARCO che mi fa assaggiare TUXEDO una dry stout interessante, al naso leggere note di caffè, cacao, mentre in bocca scende morbida, corpo leggero, nel finale ritrovo le note di caffè, cacao e sentori tostati.

Prima di chiudere questo mio resoconto vi voglio raccontare anche delle birre da me assaggiate dai “vecchi” amici:

LA GILDA DEI NANI BIRRAI, qui mi concedo una carica con la loro Chili Special Beer, dove al naso avverto note di cedro e di spezie, in bocca attacca dolce per finire con un piccante conferito dall’utilizzo dell’Habanero e Seven Pod, a mia detta ben bilanciato e per nulla proibitivo che a mano a mano che la si sorseggia, riscalda il palato. Passaggio allo stand del JEB con relativo assaggio della SHINUS birra che vede l’aggiunta di Bacche di Pepe Rosa, al naso note speziate, in bocca ingresso maltato che prosegue regalando eleganti note pepate, la chiusura e secca con un leggero taglio amaro a bilanciare.

Altri assaggi dagli amici dell’ IL BRINDISI “distributore trevisano” dove assaggio LAMBIEK di Boon e la PERE NOEL di De Ranke, altro assaggio in casa CAULIER dove ritrovo la BRETT 28 e la nuova JAPAN birra con l’utilizzo di frutti Giapponesi “dal nome impronunciabile” ultimo stand ZAHRE dove mi Bevo un ottima affumicata prima di congedarmi dalla manifestazione.

In chiusura come di consuetudine, le mie considerazioni su questa giornata trascorsa a PORDENONE BEER SHOW le devo fare, premetto che il format e rimasto uguale alle passate edizioni (pur cambiando l’organizzazione), la scelta degli espositori un po’ da rivedere, l’offerta gastronomica a mio modesto avviso limitata, o meglio sempre orientata a un cibo street food ( ottimo direi ) ma personalmente un buon piatto di pasta lo preferirei, chiudo solo invitando per le prossime edizioni gli organizzatori a curare meglio l’accoglienza a stampa, e agli addetti al settore che ho personalmente visto in fiera, per il resto ringrazio tutti per l’accoglienza a me riservata.

 

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