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Intervista a Sebastiano Rosu

Scritto da Alessandro Dore
Categoria:
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Intervista al  tiotolare dell’Hosteria dei Shardana 

Sapete quando si dice ”Un oasi nel deserto” oppure ”Un fiore nell’asfalto”? Bè, così si può dire dell’Hosteria dei Shardana, visto che parliamo di una birreria e rumeria, unica in una zona dove il bere di qualità scarseggia.

Siamo sempre a Nuoro alla manifestazione ”A Nuoro c’è Fermento” organizzata dalla ”Confesercenti Nuoro Ogliastra” in collaborazione con l’associazione brassicola ”Fermento Sardo” e questa volta vi proponiamo l’intervista a Sebastiano Rosu, proprietario della birreria sopra citata e dirigente della ”Confesercenti Nuoro Ogliastra”.

Sebastiano Rosu

In che anno è nata l’Hosteria dei Shardana?

L’Hosteria dei Shardana è stata aperta nel 2002…è stato il mio secondo esperimento dal punto di vista birrario perché precedentemente avevo un altro locale che si chiamava ”Iguana Caffè” dove già si lavorava con una buona quantità di birre.

L’Hosteria dei Shardana è stata fortemente impostata sul discorso ”birre artigianali e di qualità” e diciamo che fino ad oggi è qualcosa che ci ha ripagato abbastanza bene perché siamo ancora in piedi nonostante questo periodo sia abbastanza difficile. Abbiamo un giro più o meno di 200 birre che variano durante il periodo della stagione (il locale apre solo in estate) anche in base a quello che si riesce a reperire.

Si parte dalle italiane per poi finire con birre americane, inglesi e un po’ di tutto il mondo. Ultimamente si sta puntando in maniera particolare, su birre americane e del nord Europa come Brew Dog, Mikkeller e via dicendo con i prodotti di punta. Lavoriamo anche con altri prodotti ma quello che va di più è la birra.  

Quindi anche rispetto al rum?

Si perché comunque il rum ha una gradazione alcolica più alta e durante il periodo estivo si preferisce la birra ed è grazie a lei che son riuscito con l’andare degli anni a creare un buon parco clienti, sia di persone che tornano in vacanza nella mia zona che è Orosei, sia di persone che vengono dalla provincia di Nuoro in generale. Ho iniziato a vendere birre di qualità in un periodo che ancora non erano molto conosciute, quindi era tutto più difficile rispetto ad adesso e lo sforzo dei periodi difficili mi viene ripagato ora che, dal momento che c’è il trend della birra artigianale, sono diventato per molti un punto di riferimento.

Rimanendo sul tema del periodo in cui hai aperto, dove in Sardegna c’era solo un locale a Cagliari che offriva birre di qualità, che effetto ti ha fatto emergere in un contesto sociale privo di cultura?

Intanto sono stato accompagnato dalla mia grande passione nei confronti della birra e questa è una cosa che mi ha dato una grande mano e poi anche il fatto che riesco a proporre le birre, nel mio locale, tentando di trasmettere quella che è la mia passione, quella che secondo me è la parte religiosa perché dietro a ogni buona birra c’è un grande lavoro e c’è anche la religiosità da parte del mastro birraio, considerando che molte volte queste birre hanno anche una storia antica alle spalle.

Quando si riesce a trasmettere tutto questo, è una cosa stupenda e il cliente stesso viene coinvolto godendosi di più la bevanda che sta dentro il bicchiere.

Ho sempre curato il servizio, dalla scelta del bicchiere all’attenzione alla giusta temperatura.

Tutto questo ha contribuito al successo del mio lavoro.

Adesso, avere un locale in provincia di Nuoro con un giro di cinquecento birre diverse durante la stagione e con una media di duecento fisse all’interno del locale, è una cosa eccezionale e io avevo dei dubbi che si potesse arrivare a questi livelli. Per il momento mi ritengo soddisfatto!

Dicci un po’ cosa pensi del movimento birrario nazionale e sardo.

Stanno emergendo birrifici che fanno le cose bene ma purtroppo ci sono anche tante realtà dove solo per il fatto che si proclamano birrifici artigianali devi spendere delle cifre incredibili per acquistare delle birre e poi ti ritrovi dei prodotti quantomeno discutibili.

Questo succede quando si crea una moda…e adesso c’è la moda delle birre artigianali.

Tuttavia, facendo attenzione ai colleghi che ho intorno, alle persone con cui collaboro, essendo dirigente della ”Confesercenti Nuoro Ogliastra”, quindi organizzando molte manifestazioni, ho a che fare con persone del settore come i dirigenti di ”Fermento Sardo” e tutti quelli che ci collaborano, ci scambiamo spesso delle informazioni e così si riesce ad avere un idea chiara di quello che sono i prodotti si e i prodotti no.

Un doveroso ”Grazie” a Sebastiano per il suo contributo alla birra di qualità in Sardegna.

Noi gli auguriamo tanto successo per la sua attività e speriamo che il contesto birrario continui a decollare.

Vi saluto e vi rimando alla prossima intervista. A presto e tante buone birre!  

 

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