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L'alcol

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L'alcol nella birra

La percentuale di alcol presente nella birra, corrisponde a circa un terzo del suo grado saccarometrico.  
Esistono molteplici sistemi di misurazione che rendono complicata la comprensione del reale grado alcolico della birra.
Le conversioni tra il contenuto alcolico e la gravità possono essere solo approssimative, in quanto dipendono dal grado di fermentazione. Se gli zuccheri presenti nel mosto sono stati usati in gran parte fermentati, la birra avrà una gradazione alcolica più elevata altrimenti sarà meno alcolica.
 
Il tenore alcolico non è una misura di qualità, tutte le grandi nazioni produttrici di birra hanno prodotti a gradazione bassa così come birre estremamente forti. Per esempio, una birra alla spina Ceka di 7-8° Balling, una berliner weisse oppure una mild inglese sono tutte più deboli di una birra americana di 3,2°.
 
Lo standard ufficioso, ma riconosciuto a livello internazionale, per una birra tipo pilsener è di circa il 4% in peso, 5% in volume, 1048 in peso specifico, 12° in Plato.
 
Nei paesi in cui sull’etichetta viene riportata la gravità, il cliente generalmente non conosce il contenuto alcolico della sua birra, ma determina solo se è a bassa, media o alta gradazione.
 
Alcune nazioni produttrici vantano birre molto forti: è il caso della Gran Bretagna, del Belgio e della Germania.
 
Le birre più forti raggiungono l’11% in peso, il 15% in volume e 30° Plato o più.
Il titolo alcolometrico può anche essere espresso in termini di peso, (grado alcolico in peso, ovvero la quantità di alcool espressa in grammi per litro).
 
Una conversione è la seguente, che utilizza la densità come fattore di conversione: 
 
Grado alcolico in peso (g/L) = 8 × Titolo alcolometrico volumico (V/V, %)
 
Una concentrazione al 40% in volume corrisponde a 8 x 40 = 320 gr/l
 
 
Questo fattore di conversione è molto approssimativo in quanto ogni bevanda alcolica è composta da diversi ingredienti ed ha una densità variabile