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Brown British Beer

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13. Brown British Beer

Anche se Dark Mild, Brown Ale e le Porter inglesi hanno una lunga e leggendaria storia, queste linee guida descrivono solo le versioni moderne. Sono raggruppate assieme per il solo scopo di essere iscritte e giudicate ai concorsi dal momento che hanno spesso gusto ed equilibrio simili e non perché abbiano un passato comune. Le caratteristiche simili sono forza da bassa a moderata, colore scuro, generalmente un equilibrio verso il malto e trascorsi britannici. Questi stili non hanno avuto relazioni storiche; soprattutto, nessuno di questi stili è evoluto verso un altro o ne è stato una componente. Il nome della categoria non è mai stato storicamente utilizzato per descrivere questo gruppo di birre: è il nostro nome per la categoria di concorsi. Brown Beer è stato un distinto e importante prodotto storico e non ha nessuna relazione con il nome di questa categoria.

13A. Dark Mild

Impressioni generali: una session-beer inglese scura, a bassa gravità, incentrata sul malto e molto adatta a essere bevuta in quantità. Rinfrescante ma molto gustosa con un’ampia gamma di sfumature del malto e dello zucchero scuro.

Aroma: malto da basso a moderato con un po’ di fruttato. La maltosità al naso può essere descritta come caramello, toffee, cereale, tostato, frutta secca, cioccolato o appena torrefatto. Aroma di luppolo da lieve a nullo con sentori terrosi o floreali se presente. Diacetile da lieve a nullo.

Aspetto: di colore variabile dal ramato al marrone scuro o mogano, esistono anche rari esempi più chiari da ambrato medio a marrone chiaro. È generalmente limpida, anche se tradizionalmente non è filtrata. Schiuma da color crema a marroncino da bassa a moderata ma di scarsa ritenzione.

Gusto: birra in genere maltosa anche se può avere un’ampia gamma di gusti originati dal malto e dal lievito (maltato, dolce, caramello, toffee, pane tostato, frutta secca, cioccolato, caffè, torrefatto, frutta, liquirizia, prugna, susina). Finale può essere da dolce a secco ma con le versioni più scure il finale è secco e torrefatto. Amaro da basso a moderato, quel che basta per dare un equilibrio senza coprire il malto. Esteri fruttati da nulli a moderati; diacetile e luppolo da nullo a basso.

In bocca: corpo da leggero a medio, con carbonazione in genere da bassa a medio-bassa. Le versioni con malto torrefatto possono essere un po’ astringenti, mentre le versioni più dolci possono sembrare alquanto corpose rispetto alla effettiva gravità.

Commenti: la maggior parte sono session-beer a bassa gravità intorno ai 3.2%, anche se alcune versioni possono essere più forti (oltre i 4%): per l’export, i festival, oppure per occasioni speciali o stagionali. Di solito è servita dal cask; le versioni più leggere in bottiglia di solito non viaggiano bene. È possibile una vasta gamma di interpretazioni. Esistono versioni chiare, ma sono ancora più rare delle mild scure; queste linee guida descrivono solamente le versioni moderne scure.

Storia: storicamente la Mild era semplicemente una birra non invecchiata e il termine poteva essere usato per distinguere le birre invecchiate o più luppolate di lunga durata. Le Mild moderne hanno la loro origine nelle ale “X” più leggere del 19° secolo, anche se le Dark Mild apparvero solo nel 20° secolo. Nell’uso corrente il termine implica una birra poco alcolica con meno amaro della Bitter. Queste linee guida descrivono la versione britannica moderna. I consumatori non amano più il termine “Mild” e molti birrifici non lo usano più. Sempre più rara. Non esiste nessuna relazione storica tra Mild e Porter.

Confronti di Stile: alcune versioni possono sembrare Porter inglesi moderne a minor gravità. Molto meno dolci rispetto alle London Brown Ale.

Ingredienti: malto base Pale britannico (spesso ricco di destrine), malto Crystal, malti scuri o aggiunte di zuccheri scuri integrali, possibile anche l’aggiunta di fiocchi di mais e caramello per il colore. Lievito ale britannico caratterizzante e qualunque tipo di luppolo, dal momento che la luppolatura è raramente evidente.

Numeri: OG: 1.030 – 1.038

IBUs: 10 – 25 FG: 1.008 – 1.013

SRM: 12 – 25 ABV: 3.0 – 3.8%

Esempi commerciali: Banks's Mild, Cain's Dark Mild, Highgate Dark Mild, Brain’s Dark, Moorhouse Black Cat, Rudgate Ruby Mild, Theakston Traditional Mild

Tag: session-beer, scura, alta fermentazione, isole britanniche, stile tradizionale, famiglia brown ale, maltosa.

13B. British Brown Ale

Impressioni generali: ale inglese maltosa di color marrone basata sul caramello ma senza il gusto di torrefatto della Porter.

Aroma: malto dolce delicato con note di toffee, frutta secca o leggero cioccolato e tono di caramello da leggero a evidente. Si può anche notare un leggero ma attraente aroma di luppolo floreale o terroso. Può pure essere evidente un lieve aroma fruttato, ma non deve essere dominante.

Aspetto: colore da ambrato scuro a rossiccio-marrone scuro, limpida con schiuma ridotta da color crema a marroncino.

Gusto: dolcezza di malto da lieve a moderata con caramello da leggero a evidente e finale variabile tra il medio e il secco. Caratteristiche del malto: frutta secca, tostato, biscotto, toffee o lieve cioccolato. Amaro da medio a medio-basso con rapporto malto/luppolo focalizzato sul malto; gusto di luppolo da basso a nullo (floreale o terroso, se presente). Presenza da bassa a moderata degli esteri fruttati.

In bocca: corpo da medio-leggero a medio e carbonazione da media a medio-alta.

Commenti: ampia categoria con diverse interpretazioni possibili: da chiara a luppolata, a molto scura e caramellata, tuttavia nessuna ha gusti fortemente torrefatti. Una più forte Double Brown Ale era popolare in passato, ma difficile da trovare oggi. Mentre le London Brown Ales sono commercializzate come Brown Ale, noi le includiamo in uno stile di giudizio differente per il significativo diverso equilibrio (specie dolcezza) e forza alcolica: ciò non significa tuttavia che non siano nella medesima famiglia.

Storia: la Brown Ale ha una lunga storia in Gran Bretagna, anche se non pochi prodotti differenti hanno usato questo nome in tempi diversi. Le moderne Brown Ale inglesi sono una invenzione come birra in bottiglia del 20° secolo e sono diverse dai prodotti storici con lo stesso nome. Si producevano con ampia gamma di alcolicità ma quelle moderne sono tutte interpretazioni più alcoliche (secondo gli attuali standard inglesi). Questo stile ha come base le moderne Brown Ale inglesi più alcoliche e non le versioni storiche o la più dolce Brown Ale londinese. Attualmente sono predominanti le versioni in bottiglia.

Ingredienti: malto base britannico Mild Ale o Pale Ale con malto caramello. Può anche avere piccole quantità di malti più scuri come il Chocolate per dare colore e le note di frutta secca. Le versioni tradizionali hanno varietà di luppolo inglese.

Confronti di Stile: maggior equilibrio verso il malto rispetto alle Bitter britanniche con più caratteristiche provenienti da malti scuri. Più alcolica della Dark Mild. Meno torrefatto di una English Porter. Più forte e molto meno dolcezza di una London Brown Ale.

Numeri: OG: 1.040 – 1.052

IBUs: 20 – 30 FG: 1.008 – 1.013

SRM: 12 – 22 ABV: 4.2 – 5.4%

Esempi commerciali: Maxim Double Maxim, Newcastle Brown Ale, Riggwelter Yorkshire Ale, Samuel Smith’s Nut Brown Ale, Wychwood Hobgoblin

Tag: forza standard, ambrata, alta fermentazione, isole britanniche, stile tradizionale, famiglia brown ale, maltosa.

13C. English Porter

In Gran Bretagna la chiamano semplicemente “Porter” e il nome “English Porter” viene usato per differenziarla dalle altre Porter descritte in queste linee guida.

Impressioni generali: birra scura con alcolicità moderata e limitato amaro e tostato. Può avere una discreta varietà di gusti torrefatti, ma in generale il bruciato è assente. Spesso presente un profilo di malto cioccolato-caramello.

Aroma: malto (pane-biscotto-tostato) da moderato a moderatamente basso, con leggero torrefatto e note di cioccolato. Può anche essere presente aroma di malto non torrefatto come supporto (caramello, frutta secca, toffee e/o dolce). Il luppolo può arrivare fino a livelli moderati e ha sentori floreali o terrosi. Esteri fruttati da nulli a moderati e diacetile da nullo a basso.

Aspetto: colore da marrone chiaro a marrone scuro con riflessi rubino, se vista in controluce. Buona limpidezza, anche se può inizialmente sembrare opaca. Schiuma da crema a marroncino con buona ritenzione.

Gusto: malto (pane-biscotto-tostato) moderato che presenta un torrefatto da delicato a moderato (di solito con sentori di cioccolato) e spesso un carattere di caramello, frutta secca e/o toffee. Può avere anche gusti secondari di supporto quali caffè, liquirizia, biscotti o pane tostato ma non note significative di bruciato o aspro torrefatto, anche se piccole quantità possono contribuire ad aggiungere la complessità del cioccolato.

Gusto di luppolo floreale o terroso da nullo a moderato. L’amaro da medio-basso a medio sposta l’equilibrio da leggermente maltato ad appena luppolato. È di solito attenuata abbastanza bene, anche se può essere lievemente dolce. Diacetile da nullo a moderatamente basso e presenza di esteri fruttati da bassa a moderata.

In bocca: corpo da medio a medio-leggero e carbonazione da moderatamente bassa a moderatamente alta. Struttura cremosa da leggera a moderata.

Commenti: la descrizione di questo stile si riferisce alla versione moderna della Porter inglese e non ogni possibile variante storica di ogni regione dove era prodotta. Rielaborazioni storiche devono essere inserite nella categoria Historical Style con una descrizione appropriata del profilo della birra. Gli esempi artigianali moderni nel Regno Unito sono più alcolici e luppolati.

Storia: la Porter ebbe origine a Londra circa 300 anni fa ed era una evoluzione delle birre scure dolci, popolari al tempo. Nel corso dei secoli si è evoluta parecchio, seguendo gli sviluppi tecnici, gli ingredienti e le preferenze dei consumatori. Divenne molto popolare e ampiamente esportata nell’800 prima di declinare intorno alla Prima Guerra Mondiale e sparire negli anni ’50. Fu re-introdotta a metà anni ’70 con la nascita delle birre artigianali. Si dice che il nome derivi dal fatto che era popolare presso i lavoratori londinesi impegnati nel carico e scarico merci. Sono esistite molte interpretazioni regionali realizzate nel tempo e precursore di tutte le Stout (che in origine si chiamavano “Stout Porter”). Non esiste nessuna relazione storica tra Mild e Porter.

Ingredienti: i malti variano ma qualche varietà che impartisce il colore scuro è sempre presente. Molto comuni i malti Chocolate o altri torrefatti, il malto caramello, zuccheri fermentabili et similia. Le Porter tipo London usano spesso malto Brown come caratterizzante del gusto.

Confronti di Stile: differisce dalle Porter americane in quanto ha gusti più delicati, più dolci e più caramellati, minor gravità e di solito anche meno alcol. Le Porter americane hanno di solito più carattere di luppolo. Ha più sostanza e più torrefatto della British Brown Ale e maggior gravità della Dark Mild.

Numeri: OG: 1.040 – 1.052

IBUs: 18 – 35 FG: 1.008 – 1.014

SRM: 20 – 30 ABV: 4.0 – 5.4%

Esempi commerciali: Burton Bridge Burton Porter, Fuller's London Porter, Nethergate Old Growler Porter, RCH Old Slug Porter, Samuel Smith Taddy Porter

Tag: forza standard, scura, alta fermentazione, isole britanniche, stile tradizionale, famiglia porter, maltosa, torrefatta.

 

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